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Lo spettacolo “Alcesti e il nemico della morte”
Nel mito di Alcesti narrato da Euripide nell’omonima tragedia a lieto fine, Ercole riporta alla vita la donna che aveva accettato di morire per salvare suo marito Admeto. Il testo di Euripide – rappresentazione in chiave comica della realizzazione d’un desiderio impossibile, quello di sconfiggere la morte – è stato contaminato con brani tratti dall’opera di Elias Canetti. Il prologo, in particolare, è il presentimento di due scene di Vite a scadenza, dramma di una vita in cui già si conosce il giorno della morte, in cui Canetti compie pubblicamente la scelta di diventare “nemico della morte”, sentendo per la morte di qualsiasi uomo lo stesso dolore straordinario che Gilgamesh – riprendendo il mito babilonese – sente per la morte dell’amico Enkidu e che gli fa decidere di tentare (inutilmente) di strapparlo al regno dei morti e di diventare “nemico della morte”. La Compagnia Fiore all’occhiello della Mediterranea di Reggio Calabria, il Laboratorio Teatrale dell’Università è diretto dal poliedrico Renato Nicolini, uomo di spettacolo e di teatro, architetto, ordinario di Composizione architettonica e urbana alla Mediterranea, scrittore e drammaturgo, ma anche amministratore e politico. Promotrice e collaboratrice artistica del L.T.U. è l’Associazione Culturale “Le nozze” di Marilù Prati, attrice di teatro e di cinema, oltre che autrice e adattatrice di testi teatrali.
In cinque anni di attività il L.T.U. ha prodotto e messo in scena quindici spettacoli, che, insieme a convegni, mostre, giornate di studio, incontri seminariali (di regia, scenografia, musica, costumi e video-installazioni) con noti artisti italiani, compongono l’ampio ventaglio di attività offerte agli studenti. Partner d’importanti progetti inter-universitari sul teatro d’innovazione, il Laboratorio è spesso ospite di diverse rassegne nazionali ed internazionali. Nel 2008 la compagnia si è cimentata con una trilogia di riflessione sui “miti ritrovati” (“Elyssa la regina errante” di Marilù Prati da Fawzi Mellah, “Alcesti e il nemico della morte” di Renato Nicolini da Euripide ed Elias Canetti, “Le figlie del Sole” di Renato Nicolini da Euripide, Apollonio Rodio e Karol Kerenyi) analizzando il rapporto tra effimero teatrale, identità dei luoghi e culture mediterranee.
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