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Università: Theatherakademie
Referente dell’Università: Felix Rothenhäusler
Compagnia: Hochschule für Musik und Theater Hamburg
Regista : Felix Rothenhäusler
Titolo dello spettacolo: “Countess Julia”
Con: Lisa Stiegler, Isabell Giebeler, Kai Meyer, Jakob Leo.
Lo Spettacolo
“La signorina Giulia” di August Strindberg
Notte di mezza estate. La signorina Giulia chiede a Jean, il domestico, di ballare. In un sogno ricorrente vede se stessa seduta su un’alta colonna dalla quale non riesce a scendere; al contrario, Jean sogna di salire, di scalare la cima di un albero. Si incontrano a metà strada, nel loro desiderio di essere altro, di vivere un’altra vita… “Abbiamo assegnato la parte di Julie ad un attore per estremizzare l’aspirazione del personaggio ad essere “altro”, esasperando la confusione sulla sua identità. Abbiamo provato a dare al testo di Strindberg una dimensione in più, che potesse restituire l’isolamento e la disperazione di tre personaggi che si sforzano di adattarsi alle circostanze del mondo in cui sono nati, che tentano di sottrarsi al loro fallimento. Abbiamo cercato di ricreare l’atmosfera speciale della notte di mezza estate, notte piena di speranze deluse e nuovi desideri; quando il momento della festa svanisce tutti iniziano a sentirsi vuoti…”
La compagnia
La compagnia è costituita da studenti e attori diplomati alla Theatherakademie di Amburgo, riuniti intorno a Felix Rothenhäusler, regista dei nostri spettacoli. Nei lavori che produciamo ci concentriamo molto sull’effetto del ruolo sull’attore, ricercando il carattere dei personaggi all’interno dei testi scelti. Cerchiamo di indagare il più possibile il tentativo dell’attore di Identificarsi con il personaggio ma anche il legame con se stessi. Tutto senza perdere di vista la trama: cerchiamo di sviluppare uno strato ulteriore in cui l’impatto del personaggio sia costantemente oggetto di indagine, in cui un attore reciti come due, uno recita, l’altro indaga.
Considerando il successo di questo processo come tangibile piacere sensuale, cerchiamo di trasformare il nostro modo di fare teatro in uno spazio dove questo tipo di riflessione sia possibile.
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